Opera inizia a introdurre l’IA locale nel browser Opera One

Opera ha avviato l’introduzione graduale della tecnologia WebAI nel browser Opera One. Essa consente a siti web ed estensioni di rivolgersi a modelli di IA che funzionano direttamente sul dispositivo dell’utente. In questo modo i dati elaborati non devono necessariamente essere trasmessi a servizi cloud. Tra i compiti possibili lo sviluppatore indica la generazione di testo e la classificazione dei contenuti.

Opera inizia a introdurre l’IA locale nel browser Opera One
Foto: Opera

La funzione è disponibile in formato di accesso anticipato in anteprima e deve essere attivata dall’utente. Sono supportati i computer Windows a 64 bit con processori Intel e AMD, oltre ai Mac con chip Apple Silicon. Windows con architettura Arm non è ancora supportato. Non è richiesta la presenza di un NPU dedicato, mentre la velocità di funzionamento dipende dalle capacità del singolo computer.

I modelli vengono scaricati solo dopo l’attivazione della funzione, e il sistema di autorizzazioni permette di limitare l’accesso a essi per singoli siti. Tra le soluzioni supportate Opera cita Gemma di Google e il modello di base locale di Apple per i Mac compatibili. L’azienda intende aggiungere anche altri modelli, ottimizzati per diversi dispositivi. Poiché WebAI è proposto come standard web, il suo ruolo futuro dipenderà dalla diffusione della tecnologia oltre il browser Opera.

L’elaborazione dei dati sul dispositivo può ridurre la necessità di inviare informazioni riservate a fornitori esterni di IA, ma non garantisce la sicurezza. L’amministratore delegato di Pareekh Consulting, Pareekh Jain, avverte che siti malevoli possono influenzare i modelli locali tramite istruzioni nascoste. A suo dire, estensioni pericolose potrebbero accedere a dati sensibili visualizzati sullo schermo. Inoltre, per i reparti IT delle aziende può essere più difficile controllare il funzionamento dell’IA sui singoli computer che monitorare il traffico di rete.

Per l’uso aziendale le organizzazioni avranno comunque bisogno di regole di accesso di siti ed estensioni ai modelli, del controllo sull’uso dei dati e della gestione centralizzata delle autorizzazioni. La vicepresidente senior di Kadence International, Tulika Sheel, osserva che le aziende dovranno inoltre tenere conto degli aggiornamenti dei modelli e dell’integrazione della tecnologia nei sistemi esistenti.

L’IA locale può consentire di svolgere compiti semplici, come accorciare e riscrivere testi, senza ricorrere continuamente al cloud e senza pagare le relative richieste. Tuttavia il risparmio non è garantito. I compiti complessi possono richiedere hardware potente o modelli cloud, e anche l’introduzione e la manutenzione delle soluzioni locali comportano costi. Secondo Jain, l’approccio più probabile è ibrido: l’IA locale svolge le operazioni semplici, mentre i sistemi