L’FBI accusa la Corea del Nord dell’attacco a Binance
L’FBI ha attribuito alla Corea del Nord la responsabilità di un attacco informatico di vasta portata contro l’exchange di criptovalute Binance. Secondo l’agenzia, il 29 ottobre 2026 i criminali hanno sottratto alla piattaforma asset digitali per oltre 5,2 miliardi di euro. Gli investigatori ritengono che dietro l’operazione ci sia il gruppo di hacker TraderTraitor.

I vertici di Binance hanno dichiarato che si faranno carico di tutte le perdite. Sabato i rappresentanti dell’exchange hanno comunicato che circa il 90% dei fondi sottratti è già stato rimborsato. La società ha assicurato che i clienti della piattaforma non subiranno alcun danno.
Alla ricerca dei fondi rubati lavorano l’FBI, il Servizio segreto e l’Internal Revenue Service degli Stati Uniti. Gli inquirenti hanno accertato che i criminali convertono la maggior parte del bottino in Ethereum. Non si esclude che in seguito tentino di riciclare il denaro attraverso altre criptovalute e catene di transazioni.
L’agenzia ha diffuso un elenco di indirizzi crypto collegati all’attacco e ha invitato le aziende a bloccare qualsiasi operazione che li riguardi. Il gruppo TraderTraitor era già comparso in indagini su grandi furti nel settore delle criptovalute. Nel 2025 l’FBI lo aveva collegato al furto di circa 1,3 miliardi di euro dall’exchange Bybit.
La Corea del Nord era stata sospettata anche dell’attacco alla casa cinematografica Sony Pictures nel 2014. All’epoca furono sottratte migliaia di email interne dei dipendenti e ai vertici dello studio arrivarono minacce a causa del film The Interview, che metteva in ridicolo il leader nordcoreano Kim Jong Un. Lo studio fu costretto a rinviare la distribuzione su larga scala della pellicola.
Le autorità nordcoreane negano qualsiasi coinvolgimento negli attacchi informatici. Tuttavia, già prima della dichiarazione dell’FBI, le società di analisi TRM Labs e Chainalysis avevano segnalato il probabile ruolo di hacker legati a Pyongyang nell’attacco a Binance.