Rilasciata Sculpt OS 26.10 basata su Genode
Il progetto Genode ha presentato il rilascio di Sculpt 26.10, un sistema operativo di uso generale basato sulle tecnologie di Genode OS Framework e pensato per le attività quotidiane degli utenti comuni. Il codice sorgente è distribuito con licenza AGPLv3. Per il download è disponibile un’immagine di sistema da 40 MB, adatta a computer, allo smartphone PinePhone e al notebook MNT Reform. Sono supportate le piattaforme con processori e grafica Intel con le estensioni VT-d e VT-x abilitate, oltre ai sistemi ARM con estensioni VMM.

Nella nuova versione viene utilizzato per impostazione predefinita il microkernel sviluppato dal progetto Genode, che ha permesso di risolvere i problemi legati alla pianificazione delle attività e alla gestione della memoria. Per i computer è stata ottimizzata la prestazione del microkernel, mentre i meccanismi di gestione del timer e dei timeout sono stati rielaborati per ridurre il carico in stato di inattività.
Si è concluso il passaggio dai file di configurazione in formato XML al formato proprietario HID (Human-Inclined Data), che rappresenta i dati come una gerarchia di nodi con attributi. Il supporto al vecchio formato XML è stato interrotto. I driver per controller USB, Wi-Fi, adattatori Ethernet e GPU, portati dal kernel Linux, sono stati sincronizzati con la versione 6.18 al posto della 6.12 usata in precedenza.
Il driver per i controller host USB è diventato un componente collegabile, che può essere rimosso e riavviato senza interrompere il funzionamento dei client USB. In caso di guasto il driver si può quindi riavviare, quando esce un aggiornamento si può installare la nuova versione senza riavviare il sistema, e per risparmiare energia lo si può scaricare. Per l’esecuzione delle macchine virtuali viene ora impiegato VirtualBox 7.2 al posto del ramo 6.x. Nell’hypervisor Seoul è stata aggiunta la funzione di scambio di file tra il sistema host e il sistema operativo guest.
Sono state ampliate le funzionalità di Goa SDK nell’ambiente principale, che consente di sviluppare, compilare e testare i componenti di Genode senza ricorrere alla virtualizzazione. A questo scopo sono stati portati nel sistema principale GCC, Binutils, Git, Sequoia, Expect, Curl, man, Make e CMake. Nell’interfaccia utente sono stati introdotti il ridimensionamento e la modifica dell’aspetto del cursore del mouse. Il codice del C runtime e del VFS è stato rielaborato, con l’aggiunta della possibilità di riconfigurare e ristrutturare i file system virtuali in tempo reale.
Il sistema include l’interfaccia grafica Leitzentrale per le comuni operazioni di amministrazione. In alto a sinistra si trova un menu con gli strumenti per la gestione degli utenti, il collegamento delle unità di archiviazione e la configurazione della rete. Al centro è presente un configuratore che mostra la composizione del sistema sotto forma di grafo delle relazioni tra i componenti: in modalità interattiva è possibile aggiungere o rimuovere componenti, definendo l’ambiente di sistema o delle macchine virtuali. Se necessario, si può passare alla modalità di gestione da console. Il desktop tradizionale si ottiene avviando la distribuzione TinyCore Linux in una macchina virtuale, dove sono disponibili i browser Firefox e Aurora, un editor di testo basato su Qt e varie applicazioni. Per le utilità da riga di comando è previsto l’ambiente Noux.
Il framework Genode offre un’infrastruttura unificata per creare applicazioni che funzionano sul kernel Linux (32 e 64 bit) o sui microkernel NOVA, seL4, Muen, Fiasco.OC, L4ka::Pistachio, OKL4 e L4/Fiasco. Include il kernel Linux paravirtualizzato L4Linux, che permette di eseguire normali programmi Linux nell’ambiente Genode tramite driver virtuali. Per la piattaforma sono stati portati componenti di Linux e BSD, è stato implementato il supporto a Gallium3D e sono stati integrati Qt, GCC e WebKit.