Microsoft introduce in Windows Server 2025 il ripristino rapido del sistema

Microsoft ha implementato in Windows Server 2025 la funzione Quick Machine Recovery (QMR), progettata per ripristinare i server dopo gravi errori di avvio. La novità è inclusa nell’aggiornamento cumulativo KB5126646 (build 26100.33650), pubblicato il 13 ottobre 2026 nell’ambito del rilascio mensile delle correzioni.

Microsoft introduce in Windows Server 2025 il ripristino rapido del sistema

QMR era stata presentata nel novembre 2024 alla conferenza Ignite come parte del programma Windows Resiliency Initiative. La tecnologia è comparsa dapprima in Windows 11: nella primavera del 2025 è iniziata la sua verifica nelle build Insider, mentre in estate è stato aggiunto il relativo interruttore nelle Impostazioni. Nell’aprile 2026 è entrata a far parte della build di anteprima Windows Server vNext 29574 e ora è disponibile anche nel sistema operativo per server.

La funzione opera nell’ambiente di ripristino di Windows (WinRE) e si basa sullo strumento di ripristino all’avvio. Se il sistema non riesce ad avviarsi più volte consecutive, il dispositivo passa a WinRE, si collega alla rete e cerca una correzione tramite Windows Update. Quando la trova, la scarica e la applica, quindi esegue il riavvio. Se l’avvio fallisce di nuovo, il ciclo si ripete. Per la connessione di rete in WinRE sono supportate le reti cablate e le reti Wi-Fi protette da WPA o WPA2.

QMR dispone di due parametri principali. La correzione cloud (Cloud Remediation) consente la ricerca delle soluzioni tramite Windows Update; se è disattivata, viene utilizzato soltanto il ripristino locale all’avvio. La correzione automatica (Auto Remediation) avvia la ricerca senza l’intervento dell’utente: per impostazione predefinita il controllo viene eseguito una sola volta e, se non viene trovata alcuna soluzione, il sistema propone metodi di ripristino alternativi. È inoltre possibile configurare controlli ripetuti a intervalli stabiliti. Va considerato che il ripristino è possibile solo se per quel determinato errore è già stata rilasciata una correzione.

In Windows Server 2025 la funzione è disattivata per impostazione predefinita e gli amministratori devono attivarla tramite Criteri di gruppo. I parametri si trovano nel percorso Computer Configuration\Administrative Templates\System\Quick Machine Recovery, dove occorre abilitare i criteri Enable Cloud Remediation ed Enable Auto Remediation. Per i server privi di monitor collegato, Microsoft consiglia di impostare nel criterio Set Recovery Retry Interval un valore superiore a zero: in tal modo la ricerca della correzione verrà ripetuta per il periodo indicato nel criterio Set Total Recovery Wait Time (180 minuti per impostazione predefinita). Secondo la società, ciò ridurrà i tempi di ripristino dopo guasti di massa e la necessità di intervento da parte degli specialisti.

Oltre a QMR, l’aggiornamento KB5126646 contiene altre modifiche. Sono stati aggiunti audit e criteri di blocco supplementari per i volumi ReFS su supporti rimovibili, comprese le unità USB: l’audit è attivo per impostazione predefinita, mentre il blocco sarà abilitato di default con l’aggiornamento di gennaio 2027 (KB5130741). È stato introdotto il supporto allo scambio di chiavi post-quantistico ML-KEM in TLS 1.3, l’utilità cURL è stata aggiornata alla versione 8.21.0 ed è stata migliorata l’affidabilità delle macchine virtuali riservate Intel TDX in Hyper-V. È stato corretto un errore per cui i dischi virtuali di Storage Spaces Direct potevano restare disconnessi dopo l’installazione dell’aggiornamento ed è stata rafforzata la sicurezza della ricerca delle emoji tramite l’aggiornamento delle librerie utilizzate. Inoltre, sui dispositivi senza Credential Guard viene ora bloccata per impostazione predefinita la creazione di credenziali NTLMv1 per l’accesso singolo, il che in alcune reti ha compromesso l’autenticazione 802.1X.

Si segnala infine che gli aggiornamenti di ottobre per Windows Server 2025 e per le versioni precedenti del sistema hanno causato malfunzionamenti in Exchange Server. Su alcuni server gli utenti non riescono ad accedere a Outlook sul web (OWA), mentre i messaggi restano nella cartella della posta in uscita. Una soluzione temporanea tramite il registro di sistema è stata descritta da Microsoft nel blog dedicato a Exchange.